Introduzione
Crotone può risorgere e deve guardare al futuro, ma per poterlo fare deve ripensare il suo passato ed il presente.
Senza la consapevolezza delle occasioni perse e delle opportunità da sfruttare, senza cognizione degli errori e degli orrori commessi dalla passata amministrazione, si costruirebbe sulla sabbia.
Il programma amministrativo parte volutamente e necessariamente da ciò che pareva essere un punto di arrivo, il programma della coalizione del candidato a Sindaco Enzo Voce, che nel corso di questi 5 anni è stato molto più che disatteso: potremmo dire apertamente tradito.
La lista, il progetto in essere, ha come sua denominazione “Diritti e Salute” e dal diritto alla salute parte questa trattazione.
Bisogni reali e proposte per il potenziamento dei servizi comunali a favore dei minori con disabilità.
Il primo tema da trattare è quello dei diritti dei più fragili.
Introduzione
Negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore evidenza la necessità di rafforzare i servizi comunali dedicati ai minori con disabilità. Le famiglie si trovano spesso a dover affrontare difficoltà organizzative, economiche e sociali, dovute a una carenza di servizi adeguati, continuativi e realmente inclusivi.
Sarà compito della prossima amministrazione individuare i bisogni reali delle famiglie e proporre interventi concreti in tre ambiti fondamentali:
- centri estivi inclusivi
- educativa domiciliare (FNA)
- accesso allo sport con supporto individuale
1. Bisogni reali rilevati
1.1 Continuità educativa
Molti bambini con disabilità necessitano di un supporto educativo costante. L’interruzione dei servizi (soprattutto nel periodo estivo) comporta regressioni nelle autonomie e nelle competenze acquisite.
1.2 Supporto alle famiglie
Le famiglie sono spesso lasciate sole nella gestione quotidiana, con un carico assistenziale elevato e difficoltà nella conciliazione lavoro–cura.
1.3 Inclusione sociale reale
Non basta la presenza formale nei servizi: è necessario garantire una partecipazione attiva e significativa, con strumenti e personale adeguato.
2. Centro estivo inclusivo
Criticità attuali
- numero limitato di posti
- insufficiente presenza di educatori specializzati
- difficoltà ad attivare rapporti educatore/bambino adeguati
- costi elevati per le famiglie
Proposte
- aumento dei posti disponibili riservati a minori con disabilità
- finanziamento comunale per garantire rapporto 1:1 nei casi di maggiore bisogno
- formazione specifica degli operatori
- progettazione di attività realmente inclusive (non solo adattate)
- continuità con il percorso scolastico
3. Potenziamento FNA (Fondo Non Autosufficienza)
Criticità
- fondi insufficienti rispetto al bisogno reale
- ore di educativa domiciliare limitate
- tempi burocratici lunghi
Proposte
- incremento delle risorse destinate all’educativa domiciliare
- aumento delle ore finanziabili per ciascun minore
- maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi (es. supporto anche in contesti extrascolastici)
- semplificazione delle procedure di accesso
Obiettivo
Garantire un supporto stabile che favorisca:
- sviluppo delle autonomie
- benessere del minore
- sollievo concreto per la famiglia
4. Accesso allo sport con supporto 1:1
Criticità
- scarsa accessibilità delle attività sportive
- assenza di personale formato
- costi elevati per assistenza individuale
Proposte
- contributi comunali per finanziare educatori sportivi dedicati (rapporto 1:1)
- collaborazione con associazioni sportive del territorio
- formazione degli istruttori sull’inclusione
- creazione di progetti sportivi personalizzati
Obiettivo
Lo sport deve diventare uno strumento reale di:
- inclusione sociale
- sviluppo relazionale
- miglioramento del benessere psicofisico
5. Impatto atteso
L’attuazione delle proposte permetterebbe di:
- migliorare la qualità della vita dei minori e delle famiglie
- ridurre l’isolamento sociale
- prevenire situazioni di stress familiare
- promuovere una vera inclusione nel territorio
Conclusione
Investire nei servizi per i minori con disabilità non è solo una risposta a un bisogno, ma una scelta di responsabilità sociale. Un Comune inclusivo è quello che garantisce pari opportunità concrete, non solo formali.
Progetti vita
Il progetto di vita per le persone con disabilità è un diritto riconosciuto dalla legge italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009). Si tratta di un percorso personalizzato, costruito con la persona e la sua famiglia, che tiene conto dei desideri, delle inclinazioni, delle potenzialità e dei bisogni specifici. Un piano che comprende istruzione, lavoro, abitare, socialità, salute e tempo libero.
Tale diritto oggi viene disconosciuto dal Comune di Crotone che ne dovrebbe essere invece l’attuatore insieme agli altri enti preposti e tale disconoscimento porterà medio tempore ad un proliferare di contenziosi in danno dell’Ente.
Il Comune di Crotone deve porre la persona con disabilità al centro dell’azione sociale, realizzando nei termini di legge e perciò con tempi di risposta brevissimi, un progetto che sia partecipato ed aggiornabile, con un coinvolgimento diretto della persona e della sua famiglia.
Gli interventi sono tesi a realizzare la fruibilità della città in tutti i suoi aspetti per le persone portatrici di disabilità. L’azione dell’amministrazione si dovrà concentrare su obiettivi specifici e costanti.
Superamento delle barriere architettoniche
- programmazione degli eventi pubblici anche in funzione delle specifiche esigenze dei portatori di disabilità;
- interventi specifici rivolti a rendere fruibili i luoghi di cultura anche ai soggetti con diminuite capacità cognitive, anche attraverso strumenti multimediali.
Andranno perciò previsti prioritariamente in occasione di eventi pubblici:
Spazi destinati all’esclusiva fruizione delle persone con disabilità
- condizioni di sicurezza adeguate, sino ad oggi ampiamente sottovalutate quando non platealmente negate;
- bagni chimici e bagni per disabili in misura adeguata.
Sarà perciò necessaria una pianificazione che renda tali misure strutturali piuttosto che sporadiche ed improvvisate.
Verrà installata nei luoghi di fruizione culturale (musei; monumenti; eventi), una cartellonistica che vada incontro alle diverse esigenze costituite da una platea di utenti che deve prevedersi essere costituita anche da persone portatrici di disabilità.
Assistenti specialistici alla disabilità
Se una battaglia ho combattuto con continuità cogliendo non effimeri successi in questi cinque anni è stata quella per la presenza degli assistenti specialistici alla disabilità nelle scuole.
L’assistente specialistico è una figura professionale educativa che si adopera per l’inclusione e l’integrazione scolastica.
La sua attività è rivolta a raccordare l’attività di tutti i docenti, in funzione della specifica disabilità di cui è affetto lo studente.
Se oggi i fondi regionali sono trasferiti alle scuole con la necessaria sollecitudine, lo si deve alla continua sollecitazione a riguardo esercitata.
Non è però sufficiente.
La dotazione finanziaria è però ancora ampiamente insufficiente, il reale fabbisogno incerto e non indagato.
Si rende poi necessario raccordare l’attività di reclutamento degli assistenti specialistici, risultando evidente che alcuni istituti scolastici appaiono essere meno pronti di altri, in funzione anche del grado di esperienza del personale dirigente.
Istituzione di uno sportello “Donna”
La realizzazione di una tale iniziativa è finalizzata a fornire assistenza alle donne e a favorirne l’inserimento sociale ed economico in un’ottica di concreta realizzazione delle pari opportunità.
A tale scopo sarà istituito un numero verde dedicato già in passato esistente e poi incomprensibilmente abolito.
La gestione del servizio, seppure col sostegno del comune di Crotone, sarà interamente affidata alle associazioni che concretamente sono quotidianamente in contatto con la realtà del territorio e possono vantare una consolidata esperienza già occupandosi di tali problematiche.
Più in generale, la valorizzazione di chi opera nell’associazionismo realmente sul territorio e nel sociale deve divenire la metodologia d’intervento da preferire ed a tal fine andranno favoriti processi di formazione anche giuridica, di tali meritori operatori.
Lotta all’abbandono scolastico
Comune ed istituzione scolastica debbono incrociare i dati al fine di scoprire i casi di abbandono scolastico di quei ragazzi mai iscritti o che ad esempio “spariscono” tra le elementari e le medie.
Si tratta di fantasmi senza nome, spesso impiegati in degradanti attività delittuose di cui non ci si occupa.
Eppure tanto basterebbe!
Programma sulla sanità
La verità prima della propaganda.
Il nostro Ospedale ha reparti che funzionano, professionisti eccellenti e attività quotidiane spesso invisibili.
Il problema è la mancata valorizzazione e comunicazione, che mina il rapporto di fiducia tra medico e paziente e porta a facili strumentalizzazioni.
1. Valorizzare i reparti che funzionano
Azioni:
- pubblicazione periodica dei dati (interventi, cure ed esiti);
- apertura alla cittadinanza (giornate informative);
- potenziamento dell’assistenza territoriale;
- integrazione con i medici di base;
- passare da spoke ad hub, perché è l’unico ospedale per una popolazione di 170 mila abitanti, lontano geograficamente dal primo hub, così da avere più servizi, riducendo al massimo il trasferimento del paziente affetto da più patologie, in cui una o più di una sono di pertinenza di reparti e specialità mancanti;
- rafforzamento del Pronto soccorso.
2. Trattenere i medici che già lavorano
- migliorare le condizioni di lavoro;
- ridurre i carichi burocratici;
- valorizzare le professionalità interne.
Tali misure aumenteranno l’appetibilità dell’impiego presso la nostra struttura sanitaria e si tradurranno nella possibilità di attrarre personale per far fronte alla grave carenza d’organico.
3. Sanità territoriale
Meno ospedale quando non serve, più territorio quando serve.
Azioni:
- rafforzare la medicina di base;
- creare ambulatori territoriali;
- gestire i pazienti cronici fuori dall’ospedale, con una squadra di medici, infermieri e OSS, composta da dipendenti pubblici, al fine di scongiurare gli aggravamenti ed il sovraffollamento dei reparti.
4. Trasparenza totale
I cittadini devono sapere.
Questo può realizzarsi con un “Report sanità cittadina”.
Stop alla politica della paura
Basta dire “non funziona nulla”: non è la verità.
Questo distrugge la fiducia, allontana i pazienti, penalizza i medici che giornalmente sono impegnati in una missione più che un lavoro e soprattutto scoraggia il ritorno o l’arrivo di personale medico, la vera linfa vitale di cui maggiormente necessitiamo.
Vanno individuate le criticità, sanati gli errori, perseguiti gli abusi e le negligenze, ma vanno tutelati i tanti bravi operatori sanitari e presi ad esempio i reparti di eccellenza che pure esistono.
La donazione di organi è un atto di amore
Su mia proposta è stata istituita una pubblicità permanente alla donazione degli organi all’interno degli uffici comunali di Piazza Mantegna, rivolta a coloro che domandano il rilascio della Carta d’identità considerato che a Crotone si ha una delle più basse percentuali di adesione alla donazione degli organi in sede di rinnovo del documento.
Va implementata con ulteriori azioni la cultura della donazione degli organi, con il coinvolgimento delle preposte associazioni che dovranno essere attivamente coinvolte, anche in compiti di formazione degli impiegati addetti allo sportello.
Riforma dei regolamenti e dello Statuto comunale
Nel corso di questi 5 anni la mia attività di componente della Commissione Regolamento, commissione della cui presidenza si è impossessata la maggioranza, così mostrandosi irrispettosa della legge e della Democrazia è stata rivolta alla rielaborazione dello Statuto comunale.
Salvo qualche proposta di modifica marginale, tutte le modifiche statutarie discusse e approvate sono conseguenza di una mia attività propositiva o comunque di una mia diretta partecipazione.
Stesso dicasi per la predisposizione dei regolamenti istitutivi della Consulta alle politiche giovanili ed alla cultura, che ho formulato nella preposta commissione.
Per ragioni da chiarirsi e comunque in parte legate all’inadeguatezza dei presidenti ultimi della Commissione Regolamento e della IV Commissione consiliare che ha tra le sue competenze la cultura e le politiche giovanili, tali proposte, per quanto votate favorevolmente, non sono approdate in Consiglio.
Sarà perciò necessario completare l’iter di approvazione delle idee che hanno superato il vaglio delle preposte commissioni consiliari ed investire del voto il Consiglio Comunale.
Andranno inoltre contemplate le seguenti specifiche modifiche che pure per ultimo si è avuto modo di approvare quantomeno in Commissione.
Istituzionalizzazione della giornata della disabilità, in coincidenza del 3 dicembre e quindi della giornata mondiale dedicata alla disabilità.
Istituzionalizzazione della giornata della musica, quale espressione artistica inclusiva per eccellenza, da celebrare in coincidenza del 21 giugno, data in cui ricorre la “Festa della Musica” che si celebra il 21 giugno di ogni anno in occasione del solstizio d’estate.
Andrà infine ripristinata la figura del difensore civico, incarico che dovrà essere onorifico e rivolto alla generale tutela dei cittadini.
Andrà modificato il Regolamento sull’utilizzo delle palestre annesse alle scuole al fine di consentire ai soggetti portatori di disabilità di poterne fruire gratuitamente, stesso diritto andrà normato al fine di estendere un tale diritto a tutte le strutture sportive esistenti.
Oggi questo diritto è negato da una grossolana e maldestra modifica normativa apportata dall’amministrazione ancora in carica su proposta del preposto assessore, purtroppo ancora in carica, che di fatto rende un tale diritto del tutto inattuabile.
Streaming delle commissioni consiliari
Andrà previsto l’obbligo di trasmettere tutte le commissioni consiliari in diretta streaming così come è stato durante tutto il periodo della mia presidenza della IV Commissione consiliare (Sport e Cultura).
Ciò servirà a rendere trasparente il lavoro del Consiglio e senza il minimo dubbio, si tradurrà in una diminuzione delle sedute di commissione, in quanto saranno evitate le commissioni inutili in quanto produttive solo ed unicamente di gettoni di presenza.
Sport
Palamilone
Ho tentato inutilmente nel corso della consiliatura di preservare dalla rovina la più importante struttura sportiva esistente in Città, il Palamilone.
Nonostante una delibera di consiglio votata su mia proposta che ne prevedeva l’assegnazione provvisoria, il Palamilone è stato abbandonato, lasciato incustodito ed è perciò andato in rovina.
Nel corso di questi cinque anni è stato utilizzato unicamente quale camera mortuaria e deposito di automezzi.
La mancata esecuzione della delibera consiliare ha rappresentato una grave violazione di legge.
Il Palamilone va riaperto, le responsabilità per quanto accaduto accertate.
Piscina
La piscina comunale va gestita secondo criteri di economicità e secondo legge.
L’esistenza di un centro federale FIN allo stato non si è tradotta in un concreto beneficio sotto l’aspetto tecnico.
La piscina deve tornare a forgiare campioni e l’enorme costo economico che l’amministrazione in carica ha inteso incoscientemente addossarsi deve quantomeno tradursi in un adeguato apporto in termini di istruttori e valorizzazione dei nostri atleti.
Dovrà inoltre valutarsi con attenzione quale potrà essere l’impatto della futura apertura della piscina ubicata sul lungomare cittadino e della Piscina contigua al Pertini di proprietà della Provincia, stante oltretutto il progressivo calo demografico.
Dovrà essere completato lo Stadio di atletica affinché ridiventi uno stadio di atletica nel quale possano disputarsi tutte le discipline dell’atletica e non semplicemente la corsa. Ciò consentirà che il medesimo divenga teatro di eventi sportivi di caratura regionale e nazionale.
Soprattutto dovrà ripensarsi il rapporto tra associazioni ed Ente oggi improntato a condizioni di sudditanza.
Eventi culturali e sportivi
Crotone anche e soprattutto contando sulla fama che gli deriva dalla sua storia millenaria deve diventare luogo di celebrazione di eventi culturali e sportivi di caratura anche internazionale, senza perciò trascurare la dimensione locale ed amatoriale.
La modifica regolamentare da me richiesta ed ottenuta che prevede la gratuità delle installazioni pubblicitarie in occasione della celebrazione di eventi sportivi delle ass.ni sportive senza fine lucrativo è stata un primo passo importante.
Gli eventi da realizzarsi che siano opera di privati o su iniziativa dell’ente, dovranno però mirare alla destagionalizzazione dell’offerta culturale e turistica.
Basta con gli eventi organizzati da improvvisati operatori privati, di frequente provenienti da fuori regione, a ridosso della fine dell’anno o delle feste comandate, utili per riempire le tasche dell’organizzatore spesso non crotonese e neppure calabrese. Trattasi di iniziative estremamente dannose per non dire letali, avuto riguardo al commercio cittadino.
Soprattutto gli eventi da realizzarsi dovranno essere mirati alla valorizzazione delle tradizioni, dei prodotti, e delle risorse locali.
Solo in questo caso tali iniziative potranno contare sul palcoscenico privilegiato di Via Vittorio Veneto, sempre ferma restando l’esigenza di destagionalizzare.
In mancanza di queste caratteristiche esiste l’immobile dell’Ente Fiera da molti anni impropriamente utilizzato o sottoutilizzato che ha come fine precipuo quello di consentire lo svolgimento di simili manifestazioni, piuttosto che auspicabilmente, dovrà essere destinato alle manifestazioni delle filiere produttive.
Reperimento delle risorse per gli investimenti e il funzionamento della macchina amministrativa
Gestione del personale ed accesso alle risorse per il finanziamento di progettualità ed investimenti.
Ruolo dei dirigenti e distribuzione del lavoro.
Nodo cruciale di ogni buona pratica amministrativa è rappresentato per come è logico dal reperimento delle risorse per gli investimenti che dovranno provenire solo in minima parte dal bilancio comunale, tanto più dopo la dissennata e poco trasparente politica assunzionale dell’amministrazione Voce che ha gravato il bilancio dell’Ente di maggiori esborsi annui nella misura di circa 4 milioni di €.
Un simile carico non ha soltanto impedito ad esempio che il Comune di Crotone aderisse alla rottamazione quinques, circostanza questa che da sola si è tradotta in un non trascurabile freno alle possibilità di risanamento del tessuto economico se solo si considera che la Tari in vigore, a causa della bassa percentuale di differenziata, è particolarmente elevata e penalizza in modo insostenibile le attività produttive, ma non si è nemmeno tradotto in un reale incremento dell’efficacia della macchina amministrativa.
Fondi Eni e “Atto di Transazione” Eni
Al di là dell’utilizzo dei fondi del PNRR che pure non hanno in alcun modo determinato quella crescita di prospettive e di sviluppo che sarebbe stato lecito attendersi e più che lecito perseguire, l’amministrazione comunale di Enzo Voce si è contraddistinta per un utilizzo del tutto velleitario delle risorse dell’accordo Eni con cui è stato barattato il diritto indisponibile ed inalienabile della nostra comunità ad ottenere ciò che era già nostro, così come consacrato nell’Atto di transazione Eni, un accordo che è stato conseguenza della transazione ottenuta a seguito della coraggiosa azione legale intentata dal Prof. Pasquale Senatore contro l’Eni.
Nel 2008 con la stipula di un tale accordo era stata data una grande opportunità alla nostra città.
Tradendo e annullando con un tratto di penna questo accordo l’amministrazione Voce ha inteso disporre per scopi inconfessabili e che andranno interamente chiariti, di diritti irrinunciabili, barattandoli con una somma che a confronto con quanto ci era dovuto appare irrisoria.
Canali di finanziamento
Ciò detto, è sufficiente un esempio che faccia da termine di paragone: l’amministrazione comunale in oltre 5 anni ha reperito risorse per il settore 2, che si occupa tra l’altro di cultura, pari a circa €30.000,00, finalizzati al cofinanziamento, peraltro in minima parte, del solo Festival Jazz. A ciò si aggiungano le risorse reperite al fine di acquistare testi per la biblioteca, che di fatto esercita solo un’attività di prestito non disponendo di locali adeguati, considerato che la Biblioteca del Castello risulta inagibile.
In una sola stagione estiva, vi sono stati comuni della Provincia di Crotone che hanno intercettato risorse regionali, fondi ministeriali ed europei per milioni di €, soltanto la tre giorni della rassegna vinicola del Merano WineFestival Cirò, ha ottenuto un finanziamento regionale di 300.000= €.
Deficienze anche più gravi si possono tracciare avuto riguardo ad altri settori.
A ciò si aggiunga una comprovata incapacità di spesa come dimostra la restituzione di immense risorse, non ultime quelle assegnate all’ente a ristoro delle conseguenze del COVID, piuttosto che solo a titolo di esempio, l’imbarazzante mancato utilizzo delle risorse che sarebbero servite per digitalizzare, in parte, lo sterminato patrimonio documentale contenuto nell’Archivio storico del Comune di Crotone (epistolari di grande importanza; i documenti del “Premio Crotone” ecc.).
Per ovviare a un tale sfacelo è necessario ottimizzare la gestione del personale: sono infatti i dipendenti comunali la vera risorsa.
Occorre costituire gruppi di lavoro, stabilire obiettivi da perseguire e risultati concretamente rivolti al reperimento e all’utilizzo delle risorse a disposizione dei comuni, quindi verificare il raggiungimento degli obiettivi.
Per far sì che ciò avvenga sarà altresì necessario riconsiderare l’utilizzo delle risorse umane all’interno dell’ente che oggi avviene con modalità personalistiche e contrarie alla legge ed al principio di efficienza della macchina amministrativa.
Attività di monitoraggio degli atti amministrativi del Comune di Crotone e conseguenti proposte di riforma
A titolo di esempio, un monitoraggio degli atti prodotti dalle EQ del Comune di Crotone, svolto giorno per giorno, ininterrottamente per cinque anni, dall’associazione di cui mi onoro di far parte, non soltanto ha individuato una commistione di conflitti d’interessi e di incredibili coincidenze attinenti l’adozione di atti, riguardanti tra l’altro i trasferimenti del personale, ma ha anche ricostruito una metodologia rivolta alla distribuzione del lavoro che non risponde a nessuna logica giuridica.
Per brevità in questa sede basti considerare che vi sono stati dipendenti investiti della qualifica di EQ che mai hanno firmato un solo atto che non fosse riferibile a una sola delle competenze loro affidate, così trascurando per cinque anni tutte le altre competenze e materie di cui pure avrebbero dovuto interessarsi e in funzione delle quali è stabilita la remunerazione della EQ.
Al termine di questo quinquennio, ci pare cioè di poter dire che alcune specifiche competenze che avrebbero dovuto far capo alle EQ, la cui investitura, come è logico, riguarda un complesso di materie, siano state demandate a dipendenti comunali. Il loro operato si caratterizza per una produzione ultraspecializzata di atti amministrativi che va a integrare la completa assenza d’interessamento delle EQ avuto riguardo ad alcune specifiche materie. Si è oltretutto potuto verificare che l’ufficio dei dipendenti che, per scelta del dirigente, hanno finito per arrogarsi competenze in via esclusiva si trova in un altro stabile rispetto alla EQ, in una stanza generalmente contigua a quella dell’assessore titolare delle materie cui si riferiscono gli atti che il dipendente stesso tratta in via esclusiva.
Una tanto bizzarra ripartizione dei carichi di lavoro ci porta a dover considerare quali dovranno essere le scelte da operarsi in ordine alla selezione dei dirigenti.
Bisogna avere il coraggio di dire che le scelte fiduciarie dell’amministrazione Voce andranno riconsiderate e che andranno individuate nuove figure dirigenziali tramite l’espletamento di appositi concorsi.
Particolare attenzione dovrà darsi alla composizione del nucleo di valutazione dei dipendenti.
Gli organismi di controllo dei partenariati attualmente in carica andranno anch’essi radicalmente riformati, escludendo condizionamenti e conflitti d’interessi.
Bonifica e danno ambientale.
Istituzione di uno specifico assessorato preposto alla valutazione del danno ambientale ed alla bonifica.
Bonifica significa risanare questa città e questa città la si risana non semplicemente rimuovendo le scorie quanto comprendendo a fondo i danni già prodotti, da un inquinamento che ha segnato più generazioni e che miete vittime ogni giorno.
Il negazionismo di questa amministrazione ha come finalità e determina la sottovalutazione del danno ambientale che questo territorio ha patito.
L’assenza di consapevolezza e di dati certi su quelli che sono stati i danni prodotti dal “disastro ambientale” cui siamo stati muti spettatori e vittime, ci pone in una condizione d’inferiorità nei confronti di chi ha inquinato.
Già dal pronunciamento del Tribunale di Milano, conosciamo il nostro diritto ad ottenere un risarcimento del danno residuo patito in conseguenza dell’inquinamento prodotto dalle fabbriche di ciò che un tempo era chiamata la “Stalingrado del Sud”.
Partiti e poteri forti in tutti questi anni si sono guardati bene dal considerare l’esistenza di una “problematica” che miete silenziosamente vittime ogni giorno, non sappiamo in che misura. L’amministrazione Voce ha proseguito su questa strada arrivando a sostenere tesi paradossali e francamente offensive, anche del ricordo di tanti nostri concittadini, periti a causa del ricorrere di patologie la cui ricorrenza andrà indagata con tutti i possibili mezzi.
Lo screening sulle condizioni di salute e di contaminazione della popolazione dovrà divenire una prassi duratura che servirà anche a generare campagne di prevenzione adeguate ed interventi rivolti alla decontaminazione non soltanto del territorio, ma anche delle persone.
La salute non ha prezzo ed il prezzo necessario dovrà essere pagato da chi ha la responsabilità della mancata bonifica.
Si dovrà lavorare in sinergia con le preposte autorità regionali e nazionali al fine di realizzare quanto previsto e quanto sarà necessario.
Si dovrà pretendere che l’Asp si doti di risorse umane e strumenti di controllo adeguati al compito, in grado di monitorare ogni eventuale ulteriore attività potenzialmente produttiva d’inquinamento.
Ottenni in un primo momento l’istituzione di un assessorato al “Danno ambientale”; tale delega non è mai stata attivata, della stessa oggi è titolare il Sindaco.
Sarà demandata al preposto assessorato la valutazione di tutte le iniziative anche di carattere legale rivolte ad ottenere la punizione dei colpevoli di una delle più grandi catastrofi ambientali che la nostra nazione abbia mai sperimentato.
Dovrà perciò discendere dall’attività posta in essere una rilevazione statistica che consenta di avere un quadro attendibile non soltanto dell’incidenza delle patologie oncologiche ma anche di ulteriori patologie, cardiovascolari e croniche ad esempio che possono ricondursi all’inquinamento ambientale.
Infine la bonifica dovrà essere attuata come per legge con ogni garanzia di legge e ogni ritardo, pregresso e futuro, dovrà essere adeguatamente sanzionato in tutte le opportune sedi.
Problematica amianto
La vicenda dell’amianto ignorato degli ex Mercati generali è esemplificativa dell’assoluta impreparazione di una comunità ad affrontare una questione, quella della contaminazione dall’amianto, che mai sapremo quante vittime potrebbe mietere.
Il Comune di Crotone a tutt’oggi, a distanza di anni dall’accertamento della problematica, non ha inteso né costituirsi parte civile, tantomeno intraprendere un’azione risarcitoria in danno dei responsabili, azione che poteva essere intrapresa a prescindere dal procedimento penale nel quale l’ente peraltro, non ha inteso costituirsi parte civile.
In funzione della mappatura dei siti contaminati andranno poste in essere periodiche rilevazioni rivolte a monitorare il rischio ed andranno avviate senza i ritardi e le omissioni che hanno contraddistinto la vicenda in esame, azioni di bonifica e contestuali azioni risarcitorie.
Gestione delle aree verdi e dei parchi cittadini.
Andrà ridata trasparenza alla gestione dei parchi e delle aree verdi cittadine.
A tutt’oggi tali aree, parchi e giardini dati in gestione, assomigliano più a serbatoi di voti che ad aree nelle quali possano realizzarsi i principi dettati dall’art. 9 della Costituzione.
Parco Pignera dovrà tornare ad essere parte integrante dell’area oggi impropriamente denominata i Giardini di Pitagora: le installazioni dovranno essere rese funzionanti, l’area dovrà essere resa fruibile in tutta la sua estensione e preservata dagli incendi, al suo interno dovrà realizzarsi il tanto auspicato Parco archeologico.
Il Museo Pitagora, in Parco Pignera, struttura architettonica eccelsa, dell’era Senatore, andrà valorizzato, la collezione d’arte moderna di proprietà della Provincia andrà collocata in sede più consona ed il Museo andrà reso funzionale alla sua naturale vocazione, l’affermazione del brand Pythagoras e delle progettualità ad esso connesse.
Al pari dell’area antistante, una preziosa rappresentazione del pensiero pitagorico, tenacemente voluta dal compianto Prof. Mazzei.
Orti urbani
Dovranno concretamente realizzarsi gli “Orti urbani” e perciò andrà attuata la valorizzazione e messa a coltura da parte dei cittadini dei terreni di proprietà comunali oggi incolti ed abbandonati.
Il rimboschimento dovrà effettuarsi prioritariamente in aree esposte al degrado ambientale ed idrogeologicamente dissestate. L’area a ridosso di Ponticelli andrà risanata sulla base di una progettualità che ho avuto modo di esporre in sede di commissione consiliare, su aree che dovranno individuarsi in funzione di adeguate valutazioni e ciò indipendentemente dalla auspicabile chiusura dell’impianto e ciò in quanto tale area vanta un credito nei confronti della comunità in termini di sofferenze e degrado patito negli anni.
Tutela degli animali
Va reso operativo il Regolamento sul benessere degli animali approvato su mia proposta.
Lo stesso risulta essere in gran parte inattuato.
Tale proponimento riassume in sé ogni possibile iniziativa.
Prima di avventurarsi in disordinate promesse sarà opportuno attuare ciò che già è normativamente previsto.
La cultura della tutela degli animali deve divenire argomento di trattazione nelle scuole cittadine.
Meccanismi di partecipazione popolare.
Andranno riattivati i meccanismi di partecipazione popolare, istituiti appositi albi tematici in cui andranno iscritte le associazioni richiedenti, quindi istituite le consulte, prime fra tutte la Consulta alla cultura, all’ambiente, alle politiche giovanili, ai servizi sociali.
Andrà istituito un tavolo permanente con le associazioni di categoria e le stesse dovranno tornare ad essere interpellate al fine di stabilire i requisiti necessari ai fini del conferimento degli incarichi nelle Società partecipate.
Andranno valorizzate le risorse professionali del territorio, ricorrendo al conferimento di incarichi fuori provincia o fuori regione solo in caso di comprovate e non altrimenti ovviabili motivazioni.
PSC ed altri strumenti urbanistici
Tanto il PSC che il piano spiaggia sono stati approvati in violazione di legge, senza esperire l’obbligatoria consultazione delle preposte Consulte.
Altresì non è stata posta in essere la necessaria concertazione in considerazione delle modificazioni apportate al preliminare.
Tantomeno è stato approvato un piano di mobilità la cui elaborazione avrebbe necessariamente dovuto precedere l’elaborazione del PSC.
Va avviata una interlocuzione con la Regione al fine di ridiscutere un tale essenziale strumento.
Nell’elaborazione dei necessari regolamenti, andranno coinvolte le associazioni e le rappresentanze delle categorie professionali interessate.
Legalità
La legalità non può prescindere innanzitutto se non da un ritrovato rispetto del ruolo dell’opposizione e più in generale dalla tutela del diritto di pensarla diversamente.
Quanto è accaduto in questi cinque anni, non dovrà mai più ripetersi.
Legalità è poi porre in essere un’adeguata programmazione che faccia sparire il quartiere di Via Acquabona sostituendolo con una cittadella degli studi, un asse viario ed un luogo in cui esporre e valorizzare i reperti che saranno conseguenza degli scavi archeologici.
A riguardo va detto che l’intero quartiere sorge su terreno di proprietà del comune e purtroppo lo stesso è divenuto una piazza di spaccio che nessuno ci invidia e che ci ha fatto balzare agli onori della cronaca.
Il tutto di fronte ad alcuni degli istituti scolastici più popolosi della città
I residenti hanno in massima parte già formalmente manifestato il desiderio di trasferirsi altrove, naturalmente, andranno aiutati.
Commercio
Particolare attenzione andrà data al commercio cittadino.
Crotone è una città che vive di commercio.
Dovrà essere ristabilito il legame col territorio. Andrà favorita la comunicazione tra l’ingresso della città, oggi ostruito da una viabilità in sofferenza anche a causa del continuo sommarsi di nuovi centri commerciali, McDonald’s ecc.
Andrà considerata la possibilità di un utilizzo delle Royalties che valga a costituire un Fondo di garanzia che con il suo effetto moltiplicatore possa generare credito in favore delle imprese.
Andrà rivisto il Regolamento che impone draconiane sanzioni per la più piccola violazione in materia di occupazione di suolo pubblico.
Andrà riesaminato il Regolamento sulle immissioni sonore di fresca approvazione, nel quale si è operata la zonizzazione in forza di misurazioni strumentali del tutto insufficienti ed illogiche.
Andranno stabilite esenzioni in aggiunta a quelle già approvate su mia proposta per le edicole in funzione del loro ruolo socio culturale.
La creazione del brand Pitagora, (Vv. Progetto Pythagòras), andrà concordata e implementata di concerto con le associazioni di categoria produttive, stante l’opportunità di utilizzarlo al fine della commercializzazione di prodotti e servizi locali, oltre che per la promozione turistica.
Soprattutto andranno preservati i commercianti della nostra città, vero patrimonio umano e morale che ci ricorda tempi che potranno tornare se ne saremo degni.
Quartieri
Il degrado di alcuni quartieri cittadini ha raggiunto livelli non più sostenibili.
Al netto del quartiere di Via Acquabona, di cui si tratta nella sezione legalità, molti altri quartieri necessitano d’interventi non più rinviabili.
Il quartiere di Tufolo e Farina è di fatto isolato, stante l’esistenza di un’unica strada sovraffollata dal traffico e destinata a divenire sempre più insufficiente.
La strada Tufolo / Farina appare sempre più come un azzardo mal riuscito.
Lo spreco dei fondi del PNRR ha impedito di affrontare una tale problematica nei termini dovuti.
Pare inutile azzardare una soluzione (completamento delle opere in divenire; realizzazione di una metropolitana leggera) in mancanza di un piano sulla mobilità che il sottoscritto, inascoltato, richiede vanamente, dal suo insediamento a Consigliere.
Il verde, la sicurezza, l’aggregazione sociale, l’inquinamento, tutte queste sono problematiche che possono dirsi equanimemente distribuite.
Il quartiere più penalizzato, quasi potremmo dire perseguitato dalla mala amministrazione in carica è stato certamente il Quartiere Gesù che ha visto perdere finanziamenti per decine di milioni di €.
Verso questo quartiere abbiamo un debito, tutti noi, ci ha fatto da scudo contro l’inquinamento delle fabbriche ed ha pagato un prezzo altissimo.
Ancora oggi abitare al Gesù è uno stigma.
In tutta la città andranno valorizzati i Comitati di quartiere che operino senza interessi particolari e specifici.
Case popolari
Crotone dispone del più grande patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica di tutta la Calabria.
Molti edifici, moltissime abitazioni sono degradate al punto di essere oltre i limiti dell’agibilità o della stessa abitabilità.
Prima di realizzare murales che, alle volte, contengono messaggi pubblicitari occulti e propagandano multinazionali i cui metodi di produzione sono stati messi all’indice dalle organizzazioni umanitarie e di difesa dei diritti di tutto il mondo, vanno preservate le strutture, rimosso l’amianto, garantita la vivibilità.
Gli interventi garantiranno oltre che condizioni di vita più umane, un aumentato valore degli immobili.
Andranno perciò ripensate le modalità di gestione del patrimonio, favorendone ove possibile l’alienazione agli inquilini.
Centro storico
Sarà necessario correre in soccorso del tessuto urbano che rappresenta il cuore della nostra città.
Il Centro storico, i bastioni ed il Castello costituiscono un unicum: la loro collocazione sul luogo su cui sorgeva l’Acropoli ci parla dell’infanzia del nostro territorio, ci ricorda chi veramente siamo.
Tutto questo va reso visibile, valorizzando e preservando l’esistente, incentivando le iniziative che mirino alla divulgazione della conoscenza della nostra storia.
Il Centro storico va rivitalizzato, realizzando luoghi di aggregazione per i giovani e per le persone anziane ed in difficoltà, di tutte le età.
Soprattutto il Centro storico va reso sicuro.
Va sradicata la piaga del malaffare; il controllo del territorio dovrà essere capillare.
Andranno approvati strumenti urbanistici che valorizzino la sua vocazione.
Immediatamente andrà elaborato un piano del colore ed un piano dei tetti che dovrà estendersi a tutta la città.
In sinergia con la Soprintendenza andranno attuati i necessari vincoli.
Castello Aragonese.
Il Castello va immediatamente riaperto in tutta la sua estensione.
Perché ciò accada non è necessario attendere la sua integrale bonifica, peraltro già finanziata dallo stesso Comune di Crotone per il tramite di cospicue risorse che erano destinate al Progetto Antica Kroton.
Deve procedersi senza ulteriori indugi alla bonifica della parte del Castello non nella disponibilità del Comune ed oggi ancora interdetta.
In tal senso come associazione abbiamo intrapreso una proficua interlocuzione con l’assessorato all’ambiente regionale e quindi con l’Arpacal che siamo certi darà i suoi frutti.
Va immediatamente aperta e ristrutturata la biblioteca ubicata al suo interno.
Il Museo civico va collocato nella Torre Aiutante e la stessa al pari dell’intera fortezza va rifunzionalizzata al fine di renderla polo attrattivo di iniziative.
Va scongiurata la realizzazione dell’ascensore sui bastioni del Castello, del tutto inutile, dispendioso, antiestetico, finalizzato soltanto ad aggirare le problematiche legate alla contaminazione di una piccola porzione di terreno che nessun pericolo rappresenta ma che ugualmente andrà risanato.
Va valorizzato il giardino ai piedi del bastione San Giacomo, individuando un’associazione che lo gestisca per come accaduto negli anni passati ad opera di volenterose associazioni. Vanno valorizzati i pannelli esplicativi collocati nell’area verde e descriventi le specie arboree presenti. Tali pannelli didascalici collocati a suo tempo da meritorie associazioni (Lions Club Crotone Host; Pythagoras Lab) descrivono le specie vegetali poste a dimora dal punto di vista botanico; nello stesso pannello trova spazio il racconto del mito nel quale la specie vegetale in argomento viene citata.
Tale metodologia di narrazione, assistita da appositi QR code, andrà implementata.
Tra gli strumenti di narrazione e divulgazione da privilegiarsi vi saranno le rievocazioni storiche che potranno realizzarsi contando sulla sinergia rappresentata da associazioni che già operano in regione.
Sfumata sino ad oggi l’acquisizione del Castello al Demanio comunale a causa dell’inerzia per non dire dell’ignavia dell’amministrazione in carica, ugualmente il Castello dovrà diventare attrattore di risorse, tramite la realizzazione di progettualità da concordarsi e sviluppare in sinergia con l’Ente proprietario.
Il nostro Castello si caratterizza soprattutto per peculiarità costruttive che lo rendono quasi unico: potranno realizzarsi iniziative che ci accomunino ai pochi casi in Italia di fortezze che come la nostra conservino intatte determinate caratteristiche costruttive.
“Con la cultura non … si mangia!”
Crotone: piano cultura
Il progetto si propone di divenire motore di sviluppo del tessuto urbano, sociale ed economico della città capace di valorizzare e incanalare le memorie passate e le energie creative presenti, coniugandole con il sistema imprenditoriale e inserendole in una cornice coerente con le esigenze del territorio, attraverso la costruzione di eventi culturali, sportivi e sociali unici, di forte impatto attrattivo, quale risposta alla crisi economica dilagante.
Perché il piano possa avere piena efficacia sarà comunque necessario invertire la condizione di marginalità geografica di Crotone e pertanto riattivare le infrastrutture portuali e aeroportuali esistenti e l’inefficiente rete stradale.
Elevare in maniera costante e metodica la qualità culturale di luoghi e persone equivale, nel tempo, ad innalzare la qualità della vita dell’intero territorio.
A tal fine andranno perseguiti i seguenti obiettivi.
Archivio storico
Andrà realizzato il progetto che era stato favorito dall’attività posta in essere dalla IV commissione che prevedeva la digitalizzazione dell’imponente patrimonio documentale rappresentato dall’Archivio storico cittadino.
Deve a riguardo rammentarsi come €60.000,00= di finanziamento che erano stati ottenuti, grazie a tale opera di sollecitazione e sensibilizzazione sull’argomento, tradottasi nell’adozione di specifici atti che avevano consentito l’aggiudicazione del sopracitato finanziamento regionale, sono andati persi e sono dovuti essere restituiti, senza che peraltro ne derivasse alcuna conseguenza al Dirigente del preposto settore (settore 2).
Archivio di Stato
Siamo l’unica provincia a non avere l’Archivio di Stato.
Una tale vergogna è dipesa sino ad oggi dall’incapacità di Provincia e Comune di reperire locali adeguati.
La realizzazione dell’Archivio di Stato si tradurrà tra l’altro nella creazione di posti di lavoro nella nostra così bisognosa Città.
Soprintendenza
Va difeso strenuamente il diritto della città che fu di Pitagora ad essere sede della Soprintendenza.
Tutela del centro storico e del basolato cittadino
Va difeso, rafforzato e reso operativo il vincolo a tutela del Centro storico e del basolato, costituente la pavimentazione delle antiche strade, ancora oggi in uso.
Dove lo stesso risulta essere sommerso sotto una coltre di asfalto, andrà riportato alla luce.
Fondazione Calorio e Fondazione Morelli
Tali istituzioni andranno rivitalizzate.
Gli immobili della Fondazione Calorio andranno preservati e rifunzionalizzati adeguandoli agli scopi cui dovevano essere destinati per volontà di Calorio.
Il patrimonio libraio della Fondazione Gaetano Morelli andrà valorizzato e reso fruibile.
La memoria di Calorio e Morelli andrà preservata.
Patrimonio artistico di proprietà comunale
L’importante patrimonio artistico di proprietà comunale andrà preservato.
Trattasi di centinaia di opere d’arte, di universalità e di collezioni, quali ad esempio la collezione di opere futuriste donate alla città all’epoca del Prof. Senatore dall’avv. Tallarico, che andranno catalogate, assicurate e rese fruibili.
Attualmente le stesse giacciono in stato di abbandono, neppure è dato conoscere quale sia il loro stato di conservazione e neppure se le stesse siano state trafugate considerato che giacciono, conservate in imballaggi che non consentono di valutarne le condizioni e neppure l’esistenza.
Toponomastica
La toponomastica quantomeno negli ultimi anni è stata una delle poche materie nelle quali si è avuto modo di lavorare proficuamente in sinergia con alcuni dei componenti della commissione toponomastica, scelti tra i cittadini.
Numerose le intitolazioni proposte ed ottenute:
A titolo esemplificativo la Via intitolata al Partigiano Giulio Nicoletta; allo Stato della Palestina, intitolazione che ci parla di Pace e di diritti negati; ai caduti della campagna di Russia nella seconda guerra mondiale con la conseguente realizzazione di un monumento donato dall’Anioc, associazione con la quale si sono intrattenute importanti collaborazioni; a Francesco Paglia martire dell’irredentismo della città di Trieste che lottò contro l’annessione della città alla Iugoslavia di Tito.
Pure al fine di preservare la memoria, ho sollecitato ed ottenuto che l’Anioc donasse una targa a testimonianza del martirio delle foibe ed uno splendido monumento a ricordo di tutti i deportati di tutte le guerre.
Va perciò implementata la collaborazione con il mondo dell’associazionismo affinché le intitolazioni siano concertate, le aree intitolate affidate alle associazioni stesse, al fine di preservarle e renderle luogo di autentica testimonianza civica.
Purtroppo a tutt’oggi ancora non è stato possibile intitolare una Via al Prof. Pasquale Senatore, nonostante un pronunciamento in tal senso della Commissione toponomastica, e neppure una Via ad Aldo Davanzali, vittima al pari di chi vi perse la vita, della strage del Dc9 di Ustica.
Bisogna porre in essere ogni possibile sforzo affinché la memoria di questa strage che segnò l’inizio del declino di questa nostra città non vada persa.
La nostra nazione ha un debito da saldare anche per questo, anche per ciò che ci fu ingiustamente tolto a seguito del disastro di Ustica, nei confronti della nostra città.
La valorizzazione del nostro aeroporto va pretesa anche in funzione di questo passato, di questa oscura e tragica vicenda che ci ha penalizzato, privandoci di “un futuro che nessuno ricorda”.
Mi ripropongo perciò di istituire una giornata a celebrazione della memoria di quanto accaduto.
Il teatro
La gestione del teatro comunale va resa trasparente.
Oggi sono del tutto imperscrutabili le modalità con le quali viene gestito il Teatro Scaramuzza, cui il nome fu dato su proposta della Commissione consiliare che all’epoca presiedevo e su sollecitazione di molte associazioni e personalità del mondo della cultura.
Le disparità di trattamento paiono essere divenute una modalità gestionale.
Va istituita una Fondazione partecipata che tramite la redazione di un piano triennale vada a concorrere all’assegnazione degli sterminati fondi a disposizione degli eventi teatrali.
I laboratori teatrali vanno messi in funzione.
Il teatro deve divenire il fulcro culturale della nostra città e motore di sviluppo e progresso, culturale ed economico.
Festival della musica
Va istituito un Festival che sia dedicato al metodo d’insegnamento del Maestro Scaramuzza.
Già ho avuto modo di sondare la disponibilità di uno dei più affermati tra i suoi discepoli a volere insegnare ai giovani che vorranno partecipare a tale occasione d’incontro e di formazione.
Il cuore del progetto è costituito da corsi intensivi di alta formazione musicale, organizzati nel periodo estivo e strutturati in 2-3 giorni per ciascun corso, distribuiti lungo l’intera stagione estiva. Durante questi percorsi, gli studenti hanno l’opportunità di lavorare a stretto contatto con Maestri di grande rilievo nel panorama della musica classica; ogni corso è inoltre accompagnato da concerti finali, momento concreto di restituzione artistica e valorizzazione del lavoro svolto.
I ragazzi partecipanti potranno trovare accoglienza nelle case di chi possiede un piano, ad esempio.
L’iniziativa, di rilevanza internazionale, determinerà un significativo indotto economico e le ricadute in termini d’immagine saranno favorevolissime.
Il reperimento delle risorse potrà agevolmente avvenire tramite la partecipazione a bandi anche regionali.
Sarà questo un primo passo verso una collaborazione duratura con il Conservatorio di Cosenza.
Parco tematico
Dobbiamo in tutti i modi riappropriarci dell’idea di un parco tematico sulla Magna Grecia; pare difficile comprendere quale altro luogo al mondo potrebbe essere più indicato.
Tale iniziativa si pone favorevolmente rispetto alla creazione di un brand Pitagora cui è finalizzato il prosieguo della presente trattazione.
Progetto Antica Kroton
Il primo completo fallimento della progettualità, che ricordiamo essere un accordo a tre tra Regione, con compiti essenzialmente di supervisione più che di utilizzo delle risorse, Comune di Crotone e Ministero, è stato nel rapportarsi con la comunità cittadina, piuttosto che col mondo esterno.
Nessun concreto coinvolgimento è avvenuto, nessun interesse ha destato l’opportunità data dalla possibilità di impiegare oltre 60 milioni di € allo scopo di cambiare per sempre la vocazione economica, turistica e culturale della città.
L’Urban Center, che pure ha assorbito quasi mezzo milione di €, ha totalmente e clamorosamente fallito il suo scopo.
La comunicazione del progetto Antica Kroton è stata un fallimento clamoroso.
Il coinvolgimento della comunità è stato pari a zero.
Le ricadute in termini di presenze turistiche pari a zero.
Bisogna ripartire da queste consapevolezze, correggersi ed andare avanti, perché il Progetto Antica Kroton continua a rimanere allo stato l’unica ancora di salvezza, l’unico progetto in essere veramente in grado di stravolgere la vocazione di un territorio votato alla perdita di memoria e che sembra destinato all’involuzione.
Si dovrà perciò implementare ciò che di buono è stato realizzato (carta archeologica della città ad esempio).
Il progetto ha sofferto due rimodulazioni che ne hanno snaturato l’essenza, trasformando in gran parte un progetto che aveva come scopo quello di trasformare la vocazione del territorio, in un programma di manutenzione dell’esistente.
Al di là degli inopportuni quanto onerosi rifacimenti di alcune rotonde cittadine, al di là della sciagurata installazione di un ascensore a ridosso di un bastione del castello, molte sono le storture della progettualità che questa amministrazione ha non solo consentito, ma anche tenacemente perseguito.
La rimodulazione del progetto ne ha snaturato le finalità, dirottandone le risorse, in luoghi nei quali non vi è nulla o quasi da valorizzare.
Ancora peggio, la prima rimodulazione ha di fatto ingessato l’utilizzo delle risorse che dovevano essere utilizzate per realizzare espropri.
Chi non accetta consiglio non può essere aiutato
Inutilmente, quale Presidente della IV commissione ho favorito e concretamente realizzato durante i lavori della commissione, un incontro, tra l’altro trasmesso in streaming come quasi tutte le commissioni consiliari che ho presieduto, tra il Sindaco Voce ed alcuni dei maggiori esperti mondiali di eventi culturali che già allora avevano avuto modo di far comprendere il “valore” dell’investimento culturale, con Matera capitale della cultura e l’Expò di Milano.
Tutto è stato inutile.
Il Sindaco ha persino rifiutato l’invito rivoltogli a presenziare alla Borsa turistica di Milano, ospite degli illustri ospiti che ho avuto l’onore di ospitare ed ascoltare in Commissione consiliare.
Rimodulare le rimodulazioni
Il Progetto Antica Kroton deve tornare alla sua funzione originaria e perciò si dovrà tornare ad effettuare gli scavi archeologici dove vanno fatti e quindi, primariamente, in Piazza della Resistenza, in piazza Mantegna, le risorse andranno utilizzate dove ve ne sia urgente necessità e non sul deserto del rettilineo di Capo Colonna.
Bisogna tornare ad investire su Via Acquabona, contribuendo alla creazione di una cittadella degli studi che nasca sotto la bandiera di Kroton e che contempli un luogo in cui valorizzare i ritrovamenti archeologici.
Costituzione e implementazione di Crotone “città educativa”.
In questo contesto di concertazione avuto riguardo al Progetto Antica Kroton e non soltanto, andranno coinvolte le scuole, al pari degli organi di rappresentanza delle categorie produttive e professionali nella continuazione e nella redazione del progetto.
Va favorita in tale contesto la permeabilità e collaborazione tra Istituzioni, mondo culturale, mondo della scuola e della formazione.
Si dovrà cercare di coniugare, attivando la parte del progetto destinato alle imprese, un interesse pubblico con un interesse privato: operazione indispensabile per programmare e costruire insieme la migliore offerta culturale possibile, quale polo di attrazione di presenze extraregionali e soprattutto extranazionali, sempre in un’ottica di destagionalizzazione.
L’offerta culturale andrà potenziata in tutti i suoi aspetti e le sue peculiarità attraverso le tradizioni, il patrimonio di saperi locali, i generi letterari, le arti, le forme artigianali, l’enogastronomia, i beni ambientali e faunistici.
Il nome di Kroton, Pythagòras e di tutti i personaggi del nostro territorio, che plasmarono la storia, è un grande attrattore in tutto il mondo della cultura e non solo.
Pertanto è facile impresa aprire un tavolo di trattativa con le Università straniere (India, Mumbai; University and College, Culture and Archaeology - Cina, Peking University School of Archaeology and Museology) per l’apertura di investimenti e programmi di ricerca nel nostro territorio, in cui ospitare studenti e docenti stranieri per uno scambio proficuo anche dal punto di vista economico.
I gemellaggi con altre città rappresenteranno uno strumento d’unione importante, ma dovranno essere meditati in funzione di ciò che ci accomuna con la comunità prescelta, piuttosto che realizzati a casaccio.
È possibile realizzare insieme:
- Sistema culturale multidisciplinare integrato (musei, pinacoteca, sistema archeologico urbano, parco archeologico, sistema urbano delle evidenze architettoniche e artistiche di pregio laiche e religiose, sistema bibliotecario cittadino e diocesano, sistema delle evidenze ambientali e faunistiche);
- Rete delle attività culturali (teatro; cinema; spettacolo; associazionismo; attività religiose);
- Rete delle attività e degli eventi sportivi;
- Spazio cultura: mettere a disposizione della Rete delle attività culturali e sportive e delle imprese creative, spazi comuni al fine di favorire lo scambio, la collaborazione e lo sviluppo di progetti che conservino sempre una parte di attività gratuite o a prezzi solidali per la cittadinanza; il tutto utilizzando il patrimonio immobiliare comunale reinventando l’impegno economico relativo all’eventuale riqualificazione e recupero strutturale dello stesso;
Creazione del brand Pitagora – Pythagoras
Come si misura il valore di un marchio (brand equity)?
Attraverso la sua notorietà (brand awareness) e il suo prestigio (brand image): il nostro caro, saggio, spesso vilipeso, Pitagora ha valore da vendere, nel vero senso della parola!
Colui che fu definito l’uomo divino. Secondo gli antichi romani l’uomo più saggio dell’antichità.
Creatore della parola filosofia. Colui che fece delle leggi dell’armonia la base del vivere sociale.
Regalò al mondo occidentale l’idea dell’anima immortale, e per spiegarla adoperò la matematica e la musica, aprendo ai nostri avi la strada verso conoscenze superiori che ancora oggi fanno di Pitagora e del suo messaggio faro di sapienza in ogni parte del mondo.
Eppure nella nostra città poco o niente segna il suo passaggio e del suo lascito non siamo stati degni eredi.
Di lui solo sfoghi di bocca e pseudo-installazioni non meglio precisabili.
È il momento di invertire questa direzione ostinata e contraria!
Basta con pizzerie, officine e società di sorta, inneggianti a Pitagora!
La città che porta sul suo gonfalone il tripode delfico tornerà a parlare e a far parlare di sé, per bocca di Pitagora.
1ª azione: elaborazione Progetto Pythagòras e budget da investire;
2ª azione: realizzazione della statua di Pythagòras e/o gruppo statuario da installare nel cuore di Piazza Pitagora, creazione artistica da affidarsi al Maestro Gaspare Brescia che di tale desiderio popolare, di tale vocazione territoriale si è fatto interprete negli anni.
Nel progetto andrà coinvolto tutto il comprensorio provinciale e col tempo, l’intero palcoscenico nazionale ed internazionale, il mondo intero!
3ª azione: costruzione dell’evento mediatico del ritorno di Pythagòras;
4ª azione: campagna pubblicitaria internazionale;
5ª azione: creazione di un premio destinato agli artisti che vogliano reinterpretare la tradizione magno greca con relativa presentazione delle opere (progetti, bozzetti et similia) e loro esposizione;
6ª azione: composizione della giuria internazionale e avvio dei lavori di gara;
7ª azione: selezione delle opere - scelta dell’opera aggiudicatrice della gara - esecuzione dell’opera aggiudicatrice della gara;
8ª azione: nuova edizione del Premio Internazionale Pythagòras - installazione dell’opera, premiazione e rivelazione al pubblico.
Ripensare Piazza Pitagora
- cerniera tra la città vecchia e la città nuova;
- centro focale da cui si dipartono le direttrici di sviluppo della città post-bellica;
- biglietto da visita della città.
È tempo che le si dia nuovo lustro e significato, recuperandone tra l’altro il basolato esistente.
Nel quadro di Crotone "città educativa" (la città quale sistema complesso in evoluzione costante con centralità dell’accrescimento culturale e della formazione permanente, promozione e sviluppo dei suoi abitanti) ripensiamo il suo snodo focale, Piazza Pitagora, per ricostruire una nuova personalità performante al servizio dei suoi abitanti offrendo loro tutte le sue potenzialità, mettendole a loro disposizione e insegnando loro ad utilizzarle.
Piazza Pitagora, luogo di accoglienza per i visitatori occasionali e punto di partenza motivazionale per l’apprendimento di tutti gli abitanti, a cominciare dai bambini e dai giovani.
1ª azione: parte integrante del Progetto Pythagòras e budget da investire;
2ª azione: manifestazione di interesse e bando di gara internazionale per la progettazione della nuova Piazza Pitagora
La progettazione potrà includere la creazione artistica e multisensoriale della statua di Pythagòras.
3ª azione: utilizzo di strumenti multimediali e fisici per la presentazione della città e delle sue opportunità e per l’accoglienza dei visitatori.
4ª azione: luogo da cui far dipartire tutte le informazioni formali, non formali e informali, le diverse manifestazioni culturali e le modalità di identificazione della realtà cittadina.
Questo è ciò che Crotone potrebbe diventare; questo è ciò che siamo sempre stati.
Crotone, 24.04.2026
Candidato alla carica di Sindaco di Crotone
Avv. Fabrizio Meo